Emergenza abitativa

Non esiste a Palermo una politica per la casa: sempre e solo assistenzialismo che ha portato allo sperpero di milioni di euro da parte di tutte le amministrazioni comunali, dando una falsa risposta alle famiglie senza casa che, dopo alcuni anni, si sono visti riproporre prepotentemente il problema.

Tra gli anni delle scorse amministrazioni Orlando e della prima amministrazione Cammarata, il Comune di Palermo ha speso ben oltre 20 milioni di euro per pagare locande convenzionate che ospitavano famiglie senza casa (alcune di queste strutture oggi sono alberghi a 3 stelle). Più o meno, sempre in quegli anni, la stessa somma è stata spesa per l’erogazione a pioggia di contributi alloggiativi, interventi non risolutivi. Si potrebbero sfruttare edifici di proprietà del Comune ma i numeri relativi al patrimonio immobiliare di proprietà comunale non ci sono, in quanto non è mai stato reso pubblico un elenco dettagliato di tale patrimonio, per cui i cittadini palermitani non possono sapere quanti alloggi di proprietà abbia il Comune.

Anche sulle case confiscate alla mafia non vi è la possibilità di avere dati precisi: l’ex amministrazione Cammarata ha sempre fatto un balletto di numeri ma non ha mai tirato fuori i veri dati. L’attuale amministrazione Orlando ha fatto di più: ha praticamente segretato gli elenchi. Quindi sappiamo che ha preso in consegna un ingente patrimonio confiscato alla mafia, sappiamo che vi sono molti alloggi, sappiamo che una parte sono locati, ma nulla di certo, nulla di preciso e nulla che venga reso pubblico. Solo grazie all’azione del Comitato di Lotta per la Casa 12 Luglio (che mi ha fornito tutti questi dati) è stato fatto qualcosa, che purtroppo non è bastato. Per l’emergenza abitativa il programma di Sìamo Palermo prevede proprio l’individuazione e l’esproprio degli immobili abbandonati e il recupero di quelli fatiscenti per dare finalmente una risposta concreta a chi ancora oggi non ha un alloggio.

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