Mission

In questi due anni, quando mi sono ritrovato a parlare del mio programma a persone che conosco o che ho conosciuto, tutte quante mi hanno risposto: "Ottime cose ma anche se diventi sindaco non te le faranno fare". Questa risposta è la naturale conseguenza causata da anni di malapolitica: portare a pensare che non si possa fare più nulla per questa città. Ma come ho chiesto a tutte le persone con cui ho parlato, lo chiedo anche a voi: "Ma voi cosa volete, che tutto resti com'è o che ci sia una misera possibilità di migliorare le cose?" E badate bene: non ho detto "cambiamento", perché si può cambiare anche in peggio. E la diffidenza, alla mia domanda, non porta a rispondere ma a farmi un'altra domanda: "E perché con te Palermo dovrebbe migliorare?" Semplice, perché io sono fuori da quegli schemi, dinamiche e giochi politici volti a mantenere uno status quo che fino ad oggi ha consentito a quei personaggi che da anni si dividono Palermo a Palazzo delle Aquile. Per me è impensabile far parte di un partito o movimento politico in cui ci sia qualcuno sopra di me sempre pronto a muovere i fili e a dirmi cosa devo fare. Se devo fare qualcosa per la città, devo farla io, da palermitano che ama Palermo con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Ed è per questo che è nata SìAmo Palermo, l'incontro tra l'affermazione dell'amore per la città e il senso di appartenenza ad essa.

Ma parliamoci chiaro: Palermo è una città da rimettere in piedi. Una città sporca, caotica, insicura, pessima come biglietto da visita per i turisti e invivibile per gli stessi palermitani. La mobilità è un disastro, la gestione dei rifiuti è penosa, tanto per citare due fatti. Ma quel che è peggio è che ci troviamo con un'amministrazione comunale che non controlla e che non fa controllare. Sì, è vero: il palermitano è incivile, privo di senso civico e maleducato. Ma sarebbe un errore generalizzare e definire incivili, privi di senso civico e maleducati tutti i palermitani. Non siamo tutti così. Da quello che si vede in città è più facile dire che Palermo sia abitata al 90% da incivili. Ma le percentuali le lascerei stare. È impossibile quantificare. Dovremmo dire, piuttosto, che a Palermo c'è un grosso problema nella gestione cittadina da parte dell'amministrazione comunale. Io vedo i palermitani come un enorme gregge di pecore. Il paragone potrebbe urtare la suscettibilità di qualcuno, ma anche questa è una verità che va detta: un gregge con un pastore che, senza cane e bastone, non ha alcun interesse nel gestire le proprie pecore. Ecco di cosa ha bisogno Palermo: di un pastore (sindaco) che abbia interesse nel gestire il proprio gregge (i palermitani), di un cane che lo guidi (amministrazione comunale), e di un bastone (polizia municipale) che "riprenda" le pecore (gli incivili) che escono fuori dal gregge . Io mi candido ad essere quel pastore, attraverso un programma per la città basato sul pragmatismo e sulla semplice volontà di fare le cose. Poi, se queste cose non me le lasceranno fare, non le potrò fare, sarò il primo a dire "Ho fallito". Ma se allo status quo preferite una misera possibilità di migliorare le cose, datemi questa possibilità. Per amore di Palermo.

Sìamo Palermo è una lista civica che comunque è aperta al dialogo con ogni partito e che non ha come obiettivo l'antipolitica, ma la politica come arte di governare le società.

Tony Troja

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